Classe 2001, nasce a Roma nell’anno in cui David Lynch scardinava il cinema con Mulholland Drive. Coincidenza? Forse, ma da quel momento non ha più smesso di cercare i messaggi dietro ogni immagine, iniziando la sua personale "militanza" audiovisiva già tra i banchi del Cine-tv Roberto Rossellini. Mentre i suoi coetanei andavano al cinema a mangiare popcorn, lei si accomodava nella Giuria David di Donatello Giovani.

Questa sua ossessione per il "dietro le quinte" l'ha portata dritta alla Sapienza, divisa tra le riflessioni teoriche di Marshall McLuhan e una laurea magistrale in Scritture e Produzione dello Spettacolo e dei Media — portata a casa con un 110 e Lode che tiene alto il morale (e la convinzione) — e ha capito che i brand non devono solo vendere, ma saper mettere in scena una storia. Lavinia vive in un montaggio alternato tra il caos dei set e la precisione dei pixel.

Ha corso dietro ai tempi di produzione dei videoclip di Ultimo, Gemitaiz, Irama e Rkomi, e gestito i ritmi serrati degli spot per Frosta, Douglas e l'Arma dei Carabinieri. Quando però si spengono le luci del set, si rifugia nella sua zona di conforto: la Suite Adobe. Dopo aver esplorato i media in ogni forma possibile, è approdata in Kapusons alla ricerca di un ecosistema che parlasse la sua stessa lingua multiforme e che desse finalmente spazio a questa sua doppia anima.