Ci sono patologie che si vedono molto, e si sentono ancora di più.

L’eczema cronico delle mani è una di queste. Colpisce mani e polsi, può causare prurito, dolore, secchezza, fissurazioni e limitazioni funzionali. Ma soprattutto può interferire con gesti che di solito diamo per scontati: aprire una porta, stringere una mano, lavorare, cucinare, scrivere, usare uno smartphone.
Gesti normali, quotidiani, automatici. Fino a quando non lo sono più.

Da qui nasce “Prendi in mano la tua vita”, la campagna di disease awareness realizzata da kapusons per LEO Pharma, azienda farmaceutica internazionale specializzata in dermatologia, da oltre 100 anni impegnata nel migliorare la vita delle persone affette da malattie della pelle.

La campagna, dedicata all’eczema cronico delle mani, è stata sviluppata con un obiettivo preciso: aumentare la conoscenza, facilitare il riconoscimento della patologia e incoraggiare il ricorso tempestivo al supporto medico soprattutto tra Millennials e Gen Z, attraverso una comunicazione chiara, accessibile e multicanale.
Ma come si racconta una patologia che incide sulla vita quotidiana senza ridurla a un tema solo clinico?

Abbiamo scelto di partire dalle mani: da ciò che fanno ogni giorno, da ciò che permettono, da ciò che può diventare difficile quando abbiamo dolore o prurito.
Le mani sono relazione, lavoro, cura, autonomia, espressione. Sono il modo in cui tocchiamo il mondo, letteralmente. Quando una patologia ne limita l’uso, non compromette solo una funzione fisica: cambia il rapporto con la quotidianità.
Per questo il concept creativo della campagna lavora su un’immagine immediata: la volontà di liberarsi da qualcosa che stringe, limita, trattiene. Come una seconda pelle. O come un guanto troppo stretto.

Il visual nasce da uno shooting dedicato e da una scelta precisa: costruire un’immagine semplice, diretta, riconoscibile. Non una rappresentazione drammatica della patologia, ma un gesto di sollievo, liberazione e ripartenza.

Il copy, “Prendi in mano la tua vita”, traduce questo approccio in un messaggio positivo e assertivo. Non minimizza il problema, ma invita a riconoscerlo, informarsi e cercare un supporto specialistico.

Una campagna per informare, coinvolgere, attivare

Il nostro lavoro ha attraversato tutte le fasi del progetto: ideazione creativa, sviluppo del concept, shooting, video di campagna, design e sviluppo UX/UI della landing page, strategia media, social media management e media partnership.
Per raggiungere pubblici diversi e accompagnarli dalla consapevolezza all’azione, abbiamo costruito una strategia integrata, capace di mettere in relazione canali digitali e offline, contenuti informativi e strumenti pratici.

Il sito web è stato il touchpoint principale della campagna: una pagina di atterraggio, ma anche un hub di approfondimento e un punto di orientamento verso il supporto specialistico.
Perché una campagna di disease awareness non deve limitarsi a dire che un problema esiste. Deve aiutare le persone a riconoscerlo, comprenderlo e capire cosa fare.
In questa direzione, la sezione “Trova il centro” ha avuto un ruolo fondamentale: trasformare l’informazione in orientamento concreto, aiutando pazienti e caregiver a individuare strutture specialistiche qualificate.

Le campagne Meta e Google hanno sostenuto reach, traffico qualificato e visibilità nei momenti chiave.
I social organici hanno dato continuità al racconto, costruendo un linguaggio informativo ma vicino alle persone.
Sky ha rafforzato la copertura in un contesto autorevole.
Lo speciale Adnkronos ha ampliato la dimensione editoriale del progetto, con contenuti informativi e diffusione cross-canale.
La campagna è uscita anche dallo schermo, con una pianificazione OOH in luoghi ad alto passaggio, tra metropolitane e grandi stazioni.
E proprio l’OOH ha permesso di rendere ancora più forte il legame tra messaggio e quotidianità: in metropolitana, i cartelli posizionati vicino ai sostegni a cui le persone si tengono durante il viaggio hanno portato il tema dei gesti quotidiani nel momento stesso in cui quei gesti venivano compiuti.

Non solo visibilità, quindi. Contesto.
Una campagna che non si limita a sensibilizzare
“Prendi in mano la tua vita” è una campagna di awareness, ma il suo valore sta nel non fermarsi alla consapevolezza.
Racconta l’eczema cronico delle mani a partire dall’esperienza concreta delle persone, rende visibile l’impatto reale della patologia e unisce linguaggio accessibile, validazione scientifica e orientamento pratico.
In altre parole: non informa soltanto. Aiuta.

Ed è qui che, secondo noi, una campagna di comunicazione sanitaria può fare davvero la differenza: quando riesce a tradurre un tema clinico in un messaggio comprensibile, riconoscibile e utile per chi lo incontra.

Un riconoscimento che ci rende orgogliosi
La campagna “Prendi in mano la tua vita” ha ottenuto il secondo posto nella categoria Awareness, Prevenzione e Salute Pubblica al Patient Engagement Award promosso da Helaglobe.
Un riconoscimento importante, che valorizza un progetto costruito insieme a LEO Pharma con attenzione, responsabilità e cura.
Perché comunicare la salute significa anche questo: trovare il linguaggio giusto per avvicinare le persone alle informazioni, ai percorsi e agli strumenti di cui possono avere bisogno.

E farlo senza perdere di vista la cosa più importante: la vita quotidiana di chi convive con una patologia.