La mattina del 2 agosto, le timeline di molti si sono svegliate al grido apocalittico di “#RipSnapchat”, lasciando presagire così la fine del servizio di messaggistica istantanea attivo dal 2011, creato da Bobby Muphy ed Evan Spingel. A ben guardare, l’allarmismo non era poi così ingiustificato: il colosso Instagram, recente acquisto del Signor Facebook, Mark Zuckerberg, aveva appena lanciato le Instagram Stories. La nuova funzionalità, nella sostanza, rendeva possibile uno dei cavalli di battaglia di Snapchat, cioè la condivisione di immagini o brevi video che dopo 24 ore spariscono.
In realtà, le previsioni si sono dimostrate infondate da subito: secondo i dati riportati da Sensor Tower, nei giorni in cui è stata lanciata la funzione Stories di Instagram il tempo trascorso dagli utenti su Snapchat è stato superiore rispetto al tempo passato dagli utenti a sperimentare la “nuova funzione” di Instagram.

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Le stesse previsioni sono state definitivamente smentite quando, ancora Sensor Tower, ha mostrato nella sua consueta classifica di fine anno, che la terza applicazione più scaricata negli Stati Uniti è proprio Snapchat, più vicina alla vetta di due posizioni rispetto alla rivale.

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Un respiro di sollievo per Snapchat? Sembra di no. Dopo il recentissimo lancio dei video in diretta su Instagram, in questi giorni infatti Business Insider ha rivelato che sono già cominciati in Irlanda i test per importare il format “stories” su Facebook. Secondo un portavoce  del social network di Zuckerberg, la funzionalità verrà testata in altri paesi nelle prossime settimane. Come nel caso di Snapchat, i contenuti postati non saranno visibili nella sezione timeline del proprio profilo e potranno essere inviati come messaggio privato. Sarà inoltre possibile aggiungere filtri e geolocalizzazione ai contenuti che si intende condividere.

Le timeline torneranno ad essere necrologi il giorno del lancio di questa “nuova” funzionalità di Facebook? La nuova minaccia riuscirà effettivamente a ridurre i numeri impressionanti di Snapchat? Non ci resta che aspettare.