30/07/2026
Come si fa a far dialogare tecnologia, etica e comunicazione per oltre vent'anni senza perdere l'anima?
"Ventitré anni fa, eravamo giovanissimi. Metà di noi, io e Lorenzo Pierfelice, ci occupavamo di comunicazione pura. L'altra metà, Giuseppe De Rosa e Daniele Di Bella, sviluppava codice, da sempre. Avevamo intuito una cosa che oggi sembra banale, ma all'epoca sembrava impossibile: far dialogare comunicazione e tecnologia".
In questa intervista, Andrea Prosperi (autore del libro "Mindful Tech") dialoga con il nostro CEO Ugo Esposito sul percorso di kapusons, sulle sfide dell'innovazione e sul futuro del lavoro.
Ne emerge un racconto sincero che tocca da vicino una delle tappe più significative della storia aziendale: l'accordo di secondo livello del 2021. Un patto di welfare e diritti nato per mettere il benessere della persona al centro. Per kapusons, infatti, l'azienda ha prima di tutto una funzione sociale, e questa flessibilità oggi serve a redistribuire valore e a combattere l'isolamento dello smartworking estremo, ricreando un senso di comunità reale.
Questa visione si riflette inevitabilmente anche sul rapporto con l'Intelligenza Artificiale. Se da un lato la tecnologia stupisce per la sua fredda oggettività, dall'altro occorre evitare che generi pigrizia intellettuale. L'AI riassume e velocizza, ma la vera scintilla creativa richiede ancora l'attrito, la frizione e il lavoro di sedimentazione tipici della mente umana.
Ecco perché le skills più ricercate oggi in agenzia appartengono sempre meno all'informatica pura e sempre più alla sociologia, alla filosofia e alle neuroscienze. Diventa fondamentale coltivare un pensiero largo e laterale, capace di aprirsi alla contaminazione delle idee e al valore del lavoro di gruppo. Se l'automazione libera tempo, quel tempo va rigorosamente investito per fermarsi, relazionarsi e scambiare idee. Solo in questo modo la tecnologia può agire come un autentico strumento di espansione umana.
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